Intervista a Maurizio Sciarra – giugno 2017

Intervista a Maurizio Sciarra - giugno 2017


Maurizio Sciarra è regista cinematografico.
Più che decennale la sua collaborazione con Luigi Comencini, iniziata con il film “Cuore”.
Suoi film: La stanza dello Scirocco (1997) con Giancarlo Giannini e Tiziana Lodato. Il film vince diversi festival internazionali, tra cui il Festival Cinema Italiano di Annecy.
Alla rivoluzione sulla due cavalli, (2001) con Adriano Giannini, Andoni Gracia e Gwenaelle Simon. Il film vince il Pardo d'oro al Festival di Locarno, il Pardo di bronzo per l'interpretazione di Andoni Gracia, una Menzione speciale della CICAE e il premio speciale della Giuria Giovani.
Del 2006 il film Quale amore tratto dal romanzo di Lev Tolstoj Sonata a Kreutzer, con Giorgio Pasotti e Vanessa Incontrada. Il film è al Festival di Locarno, sezione "Piazza Grande".
Ha realizzato numerosi documentari, tra cui Chi ruba donne (2001) sui Cantori di Carpino, una delle poche apparizioni in video di Andrea Sacco, Fausto Coppi e la Dama Bianca: un amore controcorrente (2004), In viaggio con i pupi (2008), con Mimmo Cuticchio, Chi è di scena. Il Petruzzelli torna a vivere (2009), Transatlantico Rex (2017).
Sta sviluppando il film Everlasting moments, basato su di una storia originale di Ni Zhen, sceneggiatore di Lanterne Rosse, prodotto da Urania Pictures e Sil Metropole, coproduzione Italia Cina.
Da agosto 2006 a giugno 2008 è stato membro del consiglio di amministrazione dell'Istituto Luce.
Dal febbraio 2015 è presidente della Apulia Film Commission.




Ho conosciuto Maurizio Sciarra, quando frequentava il I Anno della Facoltà di Legge. La sua passione per fotografia e cinema era già molto forte. Era venuto a Milano, da Bari, per curare la sua balbuzie. E, insieme, abbiamo lavorato sul suo linguaggio, sulla sua comunicazione, sulla sua Persona. Di tempo ne è passato molto, da allora. Su questa distanza, temporale ma anche geografica, abbiamo mantenuto contatti e scambi di idee. Gli ho chiesto di incontrarci, per realizzare questa video intervista. E Maurizio Sciarra è venuto nel mio Studio: mi ha raccontato del suo linguaggio, del suo percorso di regista, della sua vita, del suo cinema. Lo ringrazio davvero molto: perché credo che questa sua testimonianza, al pari di altre che compaiono in questo sito, potrà essere utile a molte persone. Oltre che interessante, proprio come percorso artistico. Naturalmente, Maurizio mi ha autorizzato a pubblicare la sua intervista. Anzi, mi ha detto che lo desidera: perché pensa che il proprio lavoro, ed esperienza, abbiano senso se e perché li trasmettiamo agli altri, soprattutto ai giovani. Del resto, perché fare cinema, se non per trasmettere agli altri il proprio mondo? E, in questo caso, avviene sotto forma di linguaggio, parlato tra due persone.
 
 

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