Discontinuità e Disfluenza

Discontinuità e Disfluenza


Le caratteristiche descritte nella precedente scheda, associate tra loro, determinano la disfluenza del linguaggio nel balbuziente. Disfluenza e Discontinuità definiscono, quindi, il comportamento verbale del balbuziente. Tale comportamento, però, non è solo verbale.

Perché il balbuziente non sempre sente di potersi affidare, e liberamente fidarsi, della propria comunicazione verbale.
Può avvenire, quindi, che decida, anche, di non parlare: un non-evento, quindi, che, però, è l’evento della discontinuità, e anche della disfluenza, del comportamento.
Perché si interrompe la sua decisione a parlare: e la decisione è componente essenziale del linguaggio.
La definizione di questo non-evento è: balbuzie del e nel pensiero, balbuzie del e nell’animo.
E, se parlerà, l’ansia, a quel punto, lo condizionerà: perché la possibilità -davvero molto temuta, e quindi poco remota- dell’evento balbuzie, potrà determinare l’”evento disfluenza”, quindi le reali manifestazioni di balbuzie.
Ma la disfluenza non è la caratteristica, assoluta e onnipresente, del linguaggio del balbuziente: riguarda solo la balbuzie, i momenti in cui balbetta. Il che non è un’ovvietà, perché la balbuzie non è la totalità del suo linguaggio (Discontinuità), quindi non ne è l’identità.



La Balbuzie non è un disturbo del linguaggio ‣

 
 

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