La balbuzie, fenomeno interdisciplinare

La Balbuzie, fenomeno interdisciplinare


L'ascolto è veicolo privilegiato di una seduta. Esattamente come gli esercizi del linguaggio. Che non sono mai seriali o stereotipati, ma sempre studiati ad hoc, per Giovanni, e secondo i bisogni che di volta in volta si evidenziano: possono riguardare l'uso della respirazione all'interno del linguaggio, o la velocità nella frase, o i singoli suoni o fonemi, o la capacità di organizzare il pensiero in funzione della comunicazione verbale, che è capacità tecnica proprio in relazione alla velocità dell'eloquio. Il tutto nella visione d’insieme: che è la comunicazione, e la struttura del linguaggio verbale.

Il terapeuta che si occupa della balbuzie ha una visione creativa del lavoro linguistico che va a proporre a Giovanni: vi saranno, quindi, esercizi tagliati su misura per Giovanni. Ma ci sono anche esercizi imprescindibili: la lettura, la respirazione in assenza di fonazione, e poi associata alla fonazione, la respirazione diaframmatica, la voce, la dizione. Importantissimi gli esercizi di rilassamento: attraverso precise metodiche, si vuole:

  1. costruire la capacità di Giovanni a stabilire un rapporto con il proprio corpo, che sia basato su consapevolezza e dominio;
  2. usare la respirazione come mezzo di distensione, di concentrazione oltre che di fonazione;
  3. creare uno stato interiore di energia. Per dominarla, usarla nelle giuste dosi.

Quelle effettivamente richieste dal linguaggio. Che sono dosi assai minori, rispetto a quelle usate, in presenza di balbuzie. L’economia dell’energia è parte essenziale e della psicologia dell’individuo, e del suo linguaggio.

 
Nella lettera che scrisse al Briano per rinunciare alla deputazione, il Manzoni fece pure allusione alla sua balbuzie; ad un amico poi che gli domandava perché non aveva voluto esser deputato, egli, scherzando, rispondeva: “Poniamo il caso che io volessi parlare e mi volgessi al presidente per domandargli la parola, il presidente dovrebbe rispondermi: - Scusi, onorevole Manzoni, ma a lei la parola io non la posso dare. -"
 

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