La checklist nella terapia (e autoterapia) della balbuzie

La checklist nella terapia (e autoterapia) della balbuzie


Quello oggettivo:

  • gli aspetti tecnici del linguaggio, e come tali imprescindibili per un uso corretto del linguaggio

Quello soggettivo:

  • il modo in cui la singola persona vive, interiormente, la propria comunicazione verbale.

In questa checklist, le voci da 1 a 4 comprese, riguardano il linguaggio verbale nelle sue modalità tecniche. La 5, 6 e 7 sono rivolte alla percezione soggettiva del proprio linguaggio, riferita a prima, durante e dopo le proprie comunicazioni linguistiche giornaliere. La n. 8 è una sintesi tecnica del proprio linguaggio, così come si è presentato oggi.

Pochissime voci, quindi, ma davvero utili.

Non certo esaustiva, e sempre rinnovabile, questa checklist vuole inoltre mostrare che la balbuzie va catalogata tra:

  • i problemi semplici. Ho una ricetta, la seguo, eseguo: come per la preparazione di una torta, seguirò, per il linguaggio, le indicazioni (respirazione, velocità, ecc.). Il risultato è certo: a volte più, a volte meno, la torta esce, buona, dal forno. Sana, intera, mangiabile.
e:
  • i problemi complessi. Perché il linguaggio non è solo una torta (problema semplice), e va visto nel più ampio panorama della personalità del parlante (problema complesso). L’esempio, qui, non è più la torta, ma educare i figli: la ricetta non c’è e il dialogo e l’ascolto (tra gli ingredienti a disposizione dei genitori, ma non gli unici) verso i nostri figli si sottraggono, per definizione, a un modo di essere prestabilito. Altrimenti non sarebbero più né dialogo, né ascolto.

Non uno spezzettamento in più parti di un unico problema  -la balbuzie-  quindi: al contrario una visione d’insieme, per trarre vantaggi terapeutici dalle sue dinamiche interne: un rimando fruttuoso, continuo e reciproco, tra metodiche per un problema semplice e metodiche per un problema complesso.

L’utilità diretta della checklist: rende concreto un monitoraggio, sempre utile nella balbuzie. Il monitoraggio fornisce elementi di conoscenza: consente un approccio alla balbuzie, diverso rispetto a sommarie sensazioni o giudizi veloci sul proprio linguaggio. Ovviamente, l’utilità consiste nella continuità del suo uso, e nel vedere nella checklist, ben scritto e ben chiaro, che cosa fare sul proprio linguaggio. O sul linguaggio dei propri figli. Perché la checklist diventa un quadro sinottico del linguaggio: da esaminare e da tenere sotto continua e costruttiva sorveglianza. Magari ricorrendo anche al riascolto di registrazioni del proprio “parlato”.

Ecco la checklist: una prima proposta, parziale e davvero minimale. Per stimolarne l’uso.

  1. Oggi, la velocità del mio linguaggio è stata, prevalentemente:
    • eccessiva.
    • media, nei giusti limiti.
  1. La pronuncia delle consonanti è stata, in prevalenza:
    • troppo dura.
    • media, nei giusti limiti.
  2. La pronuncia delle vocali è stata:
    • troppo dura, gutturale.
    • media, nei giusti limiti.
  3. La respirazione, in alcune circostanze del linguaggio:
    • ha creato problemi al flusso delle parole, e/o problemi durante le pause. Quando?
    • non ho avvertito difficoltà.
  4. Durante la giornata, il mio linguaggio:
    • ha avuto alcuni momenti di difficoltà. Quando?
    • ha avuto andamento lineare, soddisfacente.
    • in una situazione, in particolare, la balbuzie si è fatta sentire di più. Quando?
    • in una situazione, in particolare, il linguaggio è andato benissimo. Quando?
  5. Si sono verificate alcune di queste situazioni?
    • volevo parlare, intervenire, dire, ma non l’ho fatto per timore di balbettare. Quando?
    • non ero molto convinto di quel che volevo dire, ma ho parlato per mettermi alla prova. Quando? E con quale esito del linguaggio?
  6. Credo che, oggi, la qualità del mio linguaggio abbia risentito negativamente di una particolare situazione ambientale. Quale?
  7. La mia balbuzie è caratterizzata, generalmente, da:
    • velocità del linguaggio.
    • non riesco a coordinare respirazione e fonazione.
    • la pronuncia dei suoni è dura.
    • sento di aver fretta di terminare il discorso.

Stampa questa pagina, e, giornalmente, rispondi alle singole voci. Puoi, nel corso del tempo, aggiungere altre voci, che ritieni utili. Ti può dare una conoscenza maggiore del tuo linguaggio.

Non esitare a scrivere a roberto.depas@tiscali.it se vuoi saperne di più. Ti risponderò.

Questa è solo la prima: prossime checklist verranno pubblicate nel sito.

 
 

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