…si interfaccia con la Psicologia

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Ma la interdisciplinarietà si impone: fuori dalla stanza terapeutica, il linguaggio non è altrettanto fluente, non scorre così bene.
Che è la vera difficoltà della cura della balbuzie: il vero linguaggio, quello che più interessa al paziente e al suo psicoterapeuta, avviene fuori dalla stanza terapeutica, nella sua vita quotidiana.
Perché, lì, il linguaggio non fluisce altrettanto bene? Non guidato, non assistito, dal terapeuta, il paziente torna a un linguaggio veloce e ansioso.

I motivi sono due:

  1. la relazione,
  2. la memoria della balbuzie, intesa come abitudine linguistica, e vissuta anche come identità dal nostro parlante balbuziente. E, paradossalmente, anche come sicurezza: perché è la modalità linguistica conosciuta, quindi un “proprio riferimento”. Contro l’ignoto. Spesso ho sentito miei pazienti dire: “Ma cosa diranno i miei amici, se non balbetto più?!” .

    La psicologia deve allearsi, quindi, allo specifico lavoro linguistico: questa è la interdisciplinarietà. Nella cura della balbuzie.


La rieducazione del linguaggio... ‣

 
 

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