Dislalie

La dislalia è un disturbo della pronuncia: alcuni suoni, generalmente consonantici, sono pronunciati o in maniera distorta o assumendo il suono di un’altra consonante. L’esempio classico è la “totatola”  (per la lettera K, si avrà allora il “cappacismo”), oppure l’ormai famoso “vamavvo vevde” (per la R: il rotacismo), oppure ancora “pasciami il sciale” (per la S: il sigmacismo), e così via dicendo. Perché ogni suono può  essere soggetto a dislalie.

La Dislalia può essere organica. Per  malformazioni o lesioni in uno o più settori dell’intero sistema articolatorio:

  1. Insufficienza velare.
  2. Malformazioni delle arcate dentarie.
  3. Alterazione del morso dentale.

La Dislalia non organica, o funzionale, è causata da una cattiva impostazione e utilizzazione dei settori del’apparato fonatorio.

Le possibilità di rieducazione delle dislalie funzionali sono piuttosto alte: spesso anche poche sedute rieducative sono sufficienti a reimpostare una buona pronuncia dei fonemi. Un caso a sé  può essere considerato, invece, il rotacismo (cattiva pronuncia della r): il fonema  r è linguo-alveolare, la cui caratteristica è l’aria sonorizzata nella laringe, che deve giungere nel punto in cui la lingua si appoggia al palato: lì avviene la vibrazione della lingua.  Tale vibrazione è il punto saliente della specificità di questo suono molto particolare, per altro assente in alcune lingue del nostro pianeta, o diversamente pronunciato nei vari sistemi fonico-linguistici. La rieducazione del rotacismo appare quindi più difficoltosa, rispetto al sigmacismo, capppacismo, ecc.

Non sempre appare importante la rieducazione delle dislalie: la sua necessità si presenta a seconda delle esigenze del parlante, ovverosia dell’importanza soggettiva attribuita alla propria dislalia. Certamente, però, la rieducazione diventa necessario, in caso di pluridislalie, ovvero di più suoni fonetici coinvolti in una errata pronuncia dislalica.

Ovviamente, le dislalie sono fisiologiche nel percorso di acquisizione infantile del linguaggio, e sono destinate, nel corso del tempo, ad autoeliminarsi. Il loro eventuale protrarsi in età scolare può determinare lievi problemi cognitivi (una confusione tra diversi suoni, quindi tra le diverse lettere dell’alfabeto), condizionare la comunicazione, a danno della ricchezza del vocabolario da acquisire. Certamente, comunque, le dislalie funzionali rientrano nei disturbi del linguaggio, di tipo lieve: sia per la loro fenomenologia, sia, soprattutto, per la loro relativamente facile rieducabilità.

La Dislalia audiogena avviene a causa di malattie (sordità oppure otiti) dell’apparato uditivo che impediscono al bambino una buona percezione dei suoni, quindi una esatta pronuncia dei fonemi.

Le maggiori competenze dello Studio De Pas, in materia di Dislalie, sono rivolte alle Dislalie Funzionali. Proprio per una maggiore esperienza in tale settore.


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