La casa della conoscenza – Chiara

La casa della conoscenza - Chiara



Tanto tempo fa, c'era una bambina molto allegra che un giorno decise di scoprire il mondo e tutte le sue sfumature, sia belle che brutte. La bambina si preparò  per il viaggio: mise un vestito comodo e intrecciò dei fiori nei suoi bellissimi capelli lunghi. Animata da buoni propositi - conosceva solo quelli - corse e corse, fino ad arrivare alla Casa della Conoscenza e, senza paura, varcò la soglia. E adesso? Ora che era entrata in quella casa magica, come avrebbe fatto a capire e scoprire cose nuove? Magicamente, davanti a lei spuntarono delle scale che portavano a un piano superiore. Tenendo la mano sul corrimano polveroso, salì. Arrivò su un pianerottolo con un tappeto che un tempo doveva essere bello, ma ora era sporco e scucito. C'era anche una scritta ricamata che - si riusciva ancora a leggere - sembrava brillare e diceva: Stanza dei Maledetti.
La bambina girò su se stessa, in modo da vedere tutto il pianerottolo. Si rese conto che sulle pareti erano appese delle teche, e dentro di esse delle poesie. Da qualche parte, della musica dolce, ma allo stesso tempo forte e piena di rabbia, rapì le orecchie della bambina. Vicino alle teche, librerie stracolme di libri occupavano gran parte della parete. I volumi profumavano ancora di carta appena stampata, nonostante avessero le pagine ingiallite e fragili. Qualche libro era a terra e la bambina li raccolse uno ad uno, e con cura li rimise a posto. Sulla parete opposta alle teche e alla libreria, lo spazio era occupato da quadri magnifici, e sotto degli scatoloni pieni di foto. Era stato tutto di una certa bellezza, ma ora era consumato.
La bambina decise di abbandonare quel luogo bellissimo ma infinitamente triste; salutò il pianerottolo lasciando uno dei fiori che aveva nei capelli. Vide una porta. Si incamminò verso di essa e la varcò con sicurezza. Si ritrovò in una stanza buia, con le pareti dipinte di nero, c'erano poche luci ed erano deboli. Chiuse gli occhi. I lumi illuminavano immagini di guerra, soldati morti, gente fatta a pezzi, persone in situazioni normali rese drammatiche. Se ne andò via subito da quella stanza nera e infinita. Poi si rese conto che se voleva capire avrebbe dovuto oltrepassare quella stanza. Prese coraggio e camminò fino in fondo. Gli occhi non le si chiudevano e fu costretta a guardare tutto. Piangeva e guardava, guardava e piangeva.
Quando finalmente arrivò in fondo, si tolse un altro fiore dai capelli e lo lasciò cadere con grazia. Passò  la penultima porta e si ritrovò in un giardino circondato da un muretto bianco e pulito. In centro al giardino c'era una bellissima fontana di marmo lucido. Candide colombe posavano sul bordo di essa e bevevano avidamente la dolce acqua. Alberi maestosi facevano ombra a una panchina di legno. La bambina si chinò e raccolse dei fiori, che intrecciò e si mise in testa come coroncina. Andò a sedersi sulla panchina e chiuse gli occhi per rilassarsi. Quando li riaprì era diventata grande. Uscì dalla Casa e decise che nella sua vita avrebbe diffuso nel triste mondo in cui viveva l'amore e la pace.


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