La narrazione


Le nostre vite sono intrecciate alle narrazioni, alle storie che raccontiamo o che ci vengono raccontate (nelle forme più diverse), a quelle che sogniamo o immaginiamo o vorremmo poter narrare. Tutte vengono rielaborate nella storia della nostra vita, che noi raccontiamo a noi stessi in un lungo monologo, episodico, spesso inconsapevole, ma virtualmente ininterrotto (Brooks, 1995).
Noi viviamo immersi nella narrazione ripensando e soppesando il senso delle nostre azioni passate.
L’interesse per una "psicologia narrativa" è emerso all’interno di un più generale orientamento "narrativo" nelle scienze dell’uomo; per ciò che riguarda la psicologia, questo interesse è stato favorito dallo sviluppo degli studi sulle storie (nella clinica e nella psicologia evolutiva).
Molti psicoterapeuti individuano nell’attività del narrarsi il fulcro del processo terapeutico: l’uomo costruisce e ricostruisce i propri mondi narrandoli. Si può dire che essi abbiano scoperto l’importanza fondamentale che il narrare riveste. La terapia viene così vista come un racconto, come un romanzo, come un’opera d’arte.

"L’intera attività terapeutica è in fondo questa sorta di esercizio immaginativo che recupera la tradizione orale del narrare storie: la terapia ridà storia alla vita". (J. Hillmann: Le storie che curano)

Per questo motivo, pubblico qui le storie che mi sono state narrate dai ragazzi della II Media. Ognuna di loro rappresenta un mondo molto personale.
E anche la cura della balbuzie non può non passare dalla narrazione di sé.
 
 

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