Sono stato invitato…

Sono stato invitato...



Sono stato invitato dalla Scuola Media Statale Gonzaga De Thouar, in Via Tabacchi a Milano, a tenere un Corso di Teatro per una II Classe. L’iniziativa è partita dai Genitori, intenzionati a favorire le Attività Espressive dei propri figli, nonché la loro dinamica sociale interna alla classe.  I Genitori, in qualità di Istituzione Scolastica, hanno proposto al Corpo Docenti e alla Scuola questo Progetto, autofinanziandolo. Che è stato approvato, ed è così iniziato il Corso di Teatro, che prevede 10 incontri con ritmo settimanale. E tuttora prosegue (oggi è il 18 maggio 2016).

L’inizio di ogni incontro prevede esercizi di rilassamento. Del corpo e dell’animo. I ragazzi si sdraiano sul pavimento della grande “Aula Video” (il video è sempre spento ovviamente), che in altri momenti ospita anche le lezioni di musica. La mia voce guida il percorso del rilassamento, invitando i ragazzi a percepire il proprio corpo, ad ascoltare le proprie respirazioni, e a sentirne gli effetti positivi proprio in questa ricerca del rilassamento.  Ricorro quindi all’uso di metafore, narrando brevi storie. La mia voce lascia anche zone di silenzio, affinché questi ragazzi siano liberi di inseguire propri pensieri o sensazioni, stimolati dalla mia narrazione. Che, comunque, è sempre breve, affidata a immagini e a pochi “eventi”, comunicati con il minor numero di parole possibile. Generalmente, questo esercizio termina “dentro a una casa”, dove il singolo soggetto entra, e tra le varie cose che trova, c’è una “scatola magica”, che contiene alcuni oggetti: vecchi giochi, piuttosto che fotografie, o lettere, o altro. E lascio che i ragazzi li visualizzino. Il rilassamento termina con un mio invito a “recuperare” il proprio corpo, mettersi seduti, e chi vuole può raccontare il proprio “vissuto”, la propria esperienza, rispetto all’esercizio medesimo.  E non mancano mai i loro racconti.

A questo punto, chiedo a tutti i ragazzi di inventare storie, che poi mi manderanno via mail. Ne ho ricevute alcune, che qui pubblico (vedi sotto). Il loro interesse consiste proprio nella loro espressività.

La seconda parte prevede alcune letture di brevi fiabe o racconti.

Per passare quindi al tentativo di costruire una vera e propria “pièce” teatrale, con divisioni di ruoli e svolgimento di alcune azioni, di movimenti scenici. A questo scopo, ho scelto un interessante testo teatrale: Il Deserto, pubblicato su I Naviganti, Ragazzi e Teatro, a cura di Milena Bernardi e Roberto Fabretti, edizioni Pendragon: “Vorrei accompagnare i ragazzi verso alcuni obiettivi utili alla loro crescita, vorrei che acquisissero la sicurezza del viaggiatore, per guardarsi attorno, senza giudicare e senza paura di essere giudicato” (Roberto Fabretti). Il deserto diventa il viaggio dall’infanzia, zona già conosciuta, fatta di foreste e grandi piantagioni, verso l’adolescenza: zona, invece, ignota, che prevede, per poterci arrivare, un percorso attraverso il deserto, la cui sicurezza è data dalle piste già tracciate, e che non devono essere abbandonate.

Il lavoro prosegue.
 
 

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