Progetto e Intenzionalità

Progetto e Intenzionalità


Progetto e Intenzionalità: due ingredienti basilari per la psicoterapia. E per l'Essere.

il corpo umano è intenzionale, ha un’originaria apertura al mondo: si es-pone. E, contemporaneamente, aspetta, dal mondo, indicazioni per sé.

Perché noi siamo gettati nel mondo, al momento della nascita, e il pro-getto trasforma quel “getto” in una volontà personale.

Tu hai un mondo, lo abiti. È cosa più semplice che “essere al mondo”. Perché il mondo non è solo il luogo in cui vivi, ma ciò verso cui ti proietti. Con il tuo corpo, che assomma in sé tutto quello che sei, senza distinguere tra psiche e soma: tutto un unico. Per cui la cura di te avviene solo se è cura per il mondo, solo se corre verso il mondo.

Il corpo, la persona, la presenza, tu, tutto il tuo intero te, il tuo io, è intenzionalità, apertura originaria, continuo progetto, pro-getto appunto, quindi proiezione futura.

Tu sei il tuo corpo solo non essendolo, solo superandoti per essere al mondo, quindi per avere il mondo. Se non ti superi, se ti trattieni in te, presso di te, tu, il tuo corpo, la tua persona, diventano ostacolo al tuo essere al mondo, ostacolo a te stesso, perché ti neghi l’apertura originaria.

Non basta desiderare per avere: il nostro corpo deve immettersi in quella corrente di desiderio che produce l’azione, e fa del corpo il veicolo nel mondo, e non l’ostacolo da superare.

E come fare? Alcuni punti si possono fissare:


Pro-getto: ci si getta nella giornata con una tabella di marcia. Il che è solo creativo e per niente burocratico. Indica i punti fermi, che fanno sì che io mi superi verso qualcosa che è nel mondo, che io ho in me.

Intenzionalità: di casuale c’è poco. Per vincere bisogna giocare. E non gioco se non ho l’intenzione a giocare. Anche di causale c’è poco, perché se agisco con l’intenzione è l’intenzione che mi fa avere il mondo che cerco e non il semplice fatto di avere agito, gesto cui giungo perché ne ho l’intenzione.

Cura di sé: poiché vuoi dare, ti curi, in ogni senso. Per avere le energie con cui riuscire a dare. Ricevere: può anche accadere. Ma non è un diritto. E’ solo un evento. Dare è un diritto che ciascuno deve riconoscersi, e non un dovere: perché se ti riconosci quel diritto, riconosci anche le energie, e la interezza personale, che ti consentono il dare. E allora, avrai il mondo. Non semplicemente “sei al mondo”.

Desiderare: ogni giorno è un desiderio. Tutto quello che sei, che fai, trascende verso un’intenzione, che è un desiderio. Che comporta un ordine: non solo delle cose. Può anche non esserlo. Ordine è organizzazione dei desideri, e il desiderio è, a sua volta, trasformazione del reale, dove il reale è coscienza e consapevolezza. Che si acquisiscono per andare oltre. E in quell’oltre, c’è il raggiungimento di te stesso. Quindi il tuo avere il mondo.

E molto altro… Certo. Ma è tutto lì dentro.
 
 

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