Retorica e fluenza di linguaggio

Retorica e fluenza di linguaggio


Il prof. Francesco Viganò, docente dell'Università Statale di Milano, ha partecipato al Convegno, tenutosi presso l’Università di Ferrara il 7 e l’8 Aprile 2016: “Diritto dell’Unione Europea e Ordinamenti nazionali”.

Ho pubblicato, il 14 maggio, il link che rimanda al video del suo intervento: “Primazia del diritto UE e controlimiti nel sistema penale”, di venerdì 8 Aprile.

E ho voluto pubblicarlo, non solo per l’interesse specifico del tema affrontato, ma anche, direi soprattutto, per la sua chiarezza espositiva e la fluenza del suo linguaggio.

Nella mail, con cui mi inviava il link di riferimento al suo intervento, il prof. Viganò mi scriveva, tra le altre cose: “magari non rimbalzare questo video con commenti sulla balbuzie, ché se no ci si concentra su quello e non su quello che dico”! Ecco, mi sembra importantissima questa richiesta del prof. Viganò. Che ho rispettato, pubblicando il link senza alcun commento, né sul suo linguaggio, né su altro.

Qui cito questa sua richiesta, perché: 1. Dimostra l’importanza, il peso, che il parlante dà ai contenuti della propria comunicazione. 2. Che l’ascoltatore si concentri su quello che ascolta, è giusta, e non sempre scontata, richiesta del parlante (o relatore) al proprio pubblico (anche se composto di una sola persona). Ma soprattutto, 3. “Che ci si concentri su quello che dico” è anche richiesta che il parlante deve fare a sé stesso mentre parla. Perché la concentrazione sul contenuto che si va ad esporre è condizione imprescindibile per la buona riuscita del proprio linguaggio, per la sua fluenza.

La balbuzie, allora, non si inserirà nel linguaggio dell’oratore, o del parlante: 1. Perché l’attenzione del parlante si porta esattamente sulla comunicazione e sul suo oggetto; 2. Perché l’attenzione del parlante non ha come oggetto la qualità della propria comunicazione, per affidarsi totalmente ai contenuti da dipanare, al loro susseguirsi nel proprio parlato, senza nessun’altra ansia o preoccupazione, che non sia quella della chiarezza espositiva, quindi dell’affermazione convinta della propria tesi.

A questo si arriva, perché la Persona si sente strumentata, rispetto al proprio linguaggio, dalla conoscenza tecnica del linguaggio, dal rapporto fonazione/respirazione, dal rapporto pensiero/linguaggio. E, ovviamente, dai relativi esercizi e “allenamenti” linguistici: in una parola, dal lavoro che si fa sul proprio linguaggio.

Lavoro sul linguaggio, che è strumentale rispetto al fine reale: che, nella cura della balbuzie, è la nascita, e la relativa percezione, nel parlante, della determinazione a esprimere il proprio pensiero, le proprie tesi.

Cosa di cui il prof. Francesco Viganò, ci dà un illustre esempio nel video.

Illustre, sì per il luogo in cui avviene il suo intervento, ma illustre anche perché portato egregiamente a compimento.

Ecco il video:
 
 

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