Teatro e Balbuzie

Teatro e balbuzie


Da oltre vent’anni, uso l’insegnamento teatrale e il lavoro dell’attore come supporto alla cura della balbuzie.

L’idea è abbastanza ovvia. E io ci credo moltissimo.

Ho creato un gruppo di persone, gli allievi, ho trovato l’esperta di teatro, l’addetta ai lavori, e la “festa” è iniziata.

Il gruppo è misto: non tutti gli “attori” hanno il problema della balbuzie.

Ma spieghiamo perché ci credo così tanto. E perché l’idea è “ovvia”.

Nella “Stanza Terapeutica”, la cura della balbuzie avviene in sedute individuali.

Visione interdisciplinare della cura della balbuzie significa unire insieme psicologia e fonetica. Tale incontro è assolutamente indispensabile, perché la balbuzie ha cause psicologiche e manifestazioni fonetiche. La fonetica, a sua volta, è intimamente collegata alla respirazione, la quale, poi, è strettamente collegata alla psicologia della persona, ai suoi stati d’animo, soprattutto alle sue ansie, che si accentuano di fronte al linguaggio, generalmente molto problematizzato e temuto, a causa delle possibili manifestazioni di balbuzie.

Qui, nella Stanza Terapeutica, gli esercizi di fonetica, le registrazioni audio e video del parlato, si mescolano con il lavoro psicologico, teso a riconciliare la Persona con la propria comunicazione in senso lato, cioè con la sua disponibilità a parlare, a esprimere i propri contenuti. Che è lavoro psicoterapico, reso specifico rispetto al linguaggio e alla comunicazione, e rispetto ai possibili conflitti interni alla Persona medesima, al parlante. Nella Persona che balbetta, vi sono energie e abitudini che portano alla balbuzie. Occorre creare abitudini linguistiche nuove, e usare quelle energie per ridare alla Persona la percezione di un nuovo potere sul proprio parlato. Insomma, un cambiamento deve avvenire nel rapporto interno a questa Persona. E cambiamento è termine tecnico, che in psicologia si usa per indicare il percorso di una terapia. E, nel caso della balbuzie, la parola cambiamento ha particolare rilevanza obiettiva: nel nuovo modo di pensare il proprio linguaggio, e nel nuovo modo, anche tecnico, di usarlo. Perché il linguaggio ha precise regole fisiologiche, che la balbuzie non rispetta. Il cambiamento parte da quelle regole. La loro applicazione non dipende solo dalla capacità consapevole di usarle, ma anche dalla nuova disponibilità, interna alla Persona.

Ma a questo cambiamento si giunge anche grazie a un lavoro corale, caratterizzato da un’idea molto pubblica, molto sociale del linguaggio. E qui nasce l’idea del Teatro. L’Uomo è Animale Sociale, proprio a partire dalla nascita del linguaggio. Ci vuole allora il luogo giusto per riaffermare il linguaggio come legame sociale, in tutte le sue valenze e ruoli. In tutta la sua pienezza e potenza. Ci vuole il luogo che sia il trionfo del linguaggio.

E fuori dalla “Stanza terapeutica”, lo Psicologo sceglie - allora - il Teatro, come luogo della ricerca interiore ed espressiva. Lo Psicologo porta al Teatro - che è Laboratorio e Tempio della comunicazione - i disturbi del linguaggio e della comunicazione: la balbuzie ne è solo la forma più conosciuta ed evidente. Il linguaggio, qui nel Teatro, si presenta come strumento espressivo: potenziamento della personalità, e non difficoltà o incapacità. Qui, il linguaggio è non-problema, ma ricerca. La difficoltà linguistica, denunciata dalla balbuzie, diventa il terreno della ricerca, che porterà a scoprire le svariate potenzialità del linguaggio. Il Personaggio teatrale, il lavoro del Teatro, sono il pretesto, e lo strumento, che sanciscono l’obbligo di fare ricerca sul proprio linguaggio, per chi senta la costrizione data dalla illibertà linguistico-espressiva.

Gli strumenti con cui lavoriamo:

  • La Recitazione e il Teatro - il palcoscenico - come luogo di supporto alla terapia della balbuzie.
  • Il percorso dell’Attore, come: ricerca sul linguaggio, ricerca interiore, ricerca degli strumenti espressivi.
  • Il Personaggio teatrale, asse del movimento della personalità dell’Attore.
  • La fluenza linguistica, come punto nodale nella ricerca teatrale.
  • Lo studio del linguaggio come strumento di teatro e acquisizione di consapevolezza per il parlante.

Gli obiettivi e i contenuti:

  • Basi necessarie di recitazione.
  • Voce, dizione, respirazione.
  • Movimento.
  • Improvvisazione.
  • Studio del Personaggio, attraverso l’analisi di scene teatrali e monologhi.
  • Il tema della paura.

 
 

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